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FESTIVAL DELLA POESIA EUROPEA
1. Edizione

Saluto al Primo Festival della Poesia Europea a Francoforte, 24 maggio 2008

Tre settimane fa quando Marcella Continanza mi invitò a rivolgere un saluto ai poeti invitati al primo Festival Europeo della Poesia a Francoforte sul Meno dovetti purtroppo riconoscere che alcuni loro nomi non mi erano noti, per cui indugiai a darle una risposta positiva. Tuttavia poiché anch'io mi dedico alla poesia, accettai l'invito nella convinzione che il dialogo fra coloro che scrivono versi sia il mezzo migliore per conoscersi e scambiare le proprie opinioni.

Prima di occuparmi dei singoli autori vorrei ringraziare la direttrice artistica del festival, Marcella Continanza, per il suo impegno e congratularmi con lei per l'iniziativa di invitare a Francoforte cinque rinomati poeti provenienti da diversi paesi. Il fatto che siano oggi qui con noi è una conferma del prestigio che Marcella Continanza gode tra loro, essendo lei stessa autrice e poetessa.

 

 

Permettetemi di fare una breve premessa. Recentemente è uscito nella "Frankfurter Allgemeine Zeitung" un interessante articolo del filologo tedesco Hans Ulrich Gumbrecht professore di Letterature comparate presso l'Università di Stanford in California. L'articolo mette in rilievo il fatto che sia lo Strutturalismo che il New Criticism abbiano codificato l'approccio critico in modo tale che solo l'opera in sé diventa oggetto d'esame tralasciando i riferimenti biografici che deviano l'attenzione del lettore dal testo. Condivido l'opinione di Gumbrecht che questi possano costituire solo una componente dell'analisi letteraria e dell'interpretazione ma che sono, come dimostrano oggi le poesie che verranno lette, fonte d'ispirazione. Senza esperienza, dice Rilke, non esiste poesia.

Ciascuno dei poeti qui presenti leggerà tre poesie. Poiché il mio intervento è limitato nel tempo potrò analizzarne soltanto una delle tre cercando di dare indirettamente anche una caratterizzazione dell'autore.
Vorrei incominciare a parlare della poetessa rumena Daniela Crasnaru. Cresciuta sotto la dittatura di Ceaucescu ella esprime nella sua lirica la terribile esperienza fatta in quel periodo, anche se ciò è soltanto un aspetto del tutto. La poesia "Sunset Boulevard" tratta della maturità di una giovane ragazza che tenta di affermarsi malgrado le precarie condizioni politiche. In essa dominano malinconia ed ironia. Il titolo della poesia e l'intertestualità contenute indicano un'apertura verso l'esterno e lo scrivere è visto come un'áncora di salvezza. Da una parte il titolo ci riporta al Salmo 102,12, "La mia vita assomiglia al giorno che muore", dall'altra l'immagine del tramonto può essere considerata come un anelito verso l'Occidente.

Tradizione e cultura sono determinanti per la lirica di Titos Patrikios. Nelle sue poesie l'antico mondo greco è presente con riferimenti intertestuali. Il suo impegno politico contro la prepotenza dei "divoratori d'uomini", cioè di coloro che limitano la libertà, è presente in modo particolare nella lunga poesia dal titolo "Gli imitatori e le cose". Gli imitatori, così interpreto il termine, sono coloro che si comportano come despoti o dittatori. Non per niente egli cita due versi di una poesia di Konstantin Kavafis, "Non temere i lestrigoni e i ciclopi", versi che si riferiscono a un episodio dell'Odissea. Nella seconda parte della poesia Patrikios parla del ruolo del poeta nella società il quale malgrado la sua arroganza e il suo amor proprio, per citare due sue parole, interpreta "le cose", cioè la storia e ne cerca i motivi.

Il senso di liberazione dalle limitazioni del quotidiano si può rivivere in un caffè "caotico" di Bruxelles dove una volta si riunivano i surrealisti. Questo è il tema della poesia dal titolo "La Fleur en papier doré" di Carmelo Vera Saura di Cartagena in Spagna. Saura è professore ordinario di filologia italiana presso l'Università di Siviglia e si è occupato fra le altre cose del poeta italiano Attilio Bertolucci su cui ha pubblicato una monografia. La poesia, di cui sopra, che mi è nota solo in originale, comincia con una dichiarazione apodittica e cioè che l'uomo deve sentirsi libero 24 ore al giorno. Ciò è possibile nell'arte e nella evocazione dei ricordi. Il viaggio dal Sud, in questo caso dalla Spagna, verso la capitale dell'Europa è, come quello di Ulisse nelle sue peregrinazioni verso Itaca, una via verso l'autoconsapevolezza e l'identità europea.

Hartmuth Barth-Engelbarth è poeta, musicista, cantautore, grafico. Il suo impegno politico ha lasciato tracce anche nella sua vita. La lunga poesia che ha suscitato il mio interesse è un omaggio al poeta greco, ma anche all'idealista, Jannis Ritsos che per anni si è opposto al dominio dei potenti. Quasi in tono di preghiera Barth-Engelbarth si rivolge a lui davanti alla sua tomba in Monemvasia, sulla costa sud-orientale del Peloponneso, evocando il suo testamento spirituale che ha lasciato ai giovani. Questo testamento è un appello alla pace, un ammonimento contro la guerra e la distruzione.

Mario Trufelli è nato in Lucania, in Basilicata, una regione che gli stessi italiani poco conoscono. Qui Carlo Levi dovette trascorrere il suo esilio durante il fascismo. Il paesaggio e la storia di questa regione sono per Trufelli fonte d'ispirazione, nella tradizione del luogo come simbolo di un micocrosmo in cui gli avvenimenti che qui si svolgono hanno carattere universale. Nello stesso tempo il poeta sente la lontananza dal mondo. Nella poesia "Lucania" che oggi leggerà, vorrei evidenziare due versi che ritengo sintomatici per il poeta: "Da noi il mondo è lontano / ma c'è un odore di terra e di gaggía / e il pane ha il sapore del grano". Da una parte la nostalgia del grande mondo, dall'altra la consapevolezza che il profumo della terra e delle acacie qui è ancora percepibile e il pane, simbolo di una società contadina, ha il sapore del grano.

Per concludere vorrei dire che Daniela Crasnaru, Titos Patrikios e Hartmuth Barth-Engelbarth potrebbero essere considerati rappresentanti di una lirica impegnata e la loro storia personale giustifica questa affermazione. Carmelo Vera Saura e Mario Trufelli mettono invece al centro della loro lirica l'individuo con le sue aspirazioni verso la libertà e la propria identità.
Spero che questo Festival della Poesia Europea possa aver luogo regolarmente ogni anno e che la lirica, il genere letterario più antico, possa anche oggi, nell'era del computer, far valere il suo fascino. Sono lieto di poter ora sentire la lettura delle poesie e auguro agli ospiti e a noi tutti una stimolante mattinata poetica
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Salvatore A. Sanna

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